OCCHIO ALL’ANATOCISMO BANCARIO

Cosa c’e’ da sapere?

La crisi di liquidità, le difficoltà di accesso al credito, il sovraindebitamento uniti a situazioni di mercato sempre più competitive e l’ incalzare della crisi economica, porta molte aziende al fallimento e quelle poche che rimangono faticano ad andare avanti, commesse minori e spese maggiori.

In questo contesto le imprese non riescono a pagare i loro debiti, le banche non le vengono incontro, anzi chiedono il rientro dei soldi prestati e revocano gli affidamenti.

Solo allora le imprese si rendono conto che quella banca che avevano sempre ritenuto un istituzione AMICA si rivela il soggetto più temibile.

Ma quella banca è sempre stata un partner affidabile e trasparente?

Oppure in modo subdolo ha applicato indebitamente tassi di interesse troppo elevati?

Nel 90% dei casi le banche hanno applicato “interessi composti” cioè hanno capitalizzato gli interessi su un capitale affinché essi stessi diventassero produttivi di interessi.

Questa prassi delle banche è l’ANATOCISMO, cioè la capitalizzazione degli interessi passivi, che risulta essere un ILLECITO CIVILE come previsto dall’art. 1283 c.c. e così come ribadito dal 1999 dalla Cassazione.

La stessa Corte di Cassazione si è pronunciata, poi, nel 2004 con sentenza n. 21095, andando ben oltre l’illegittimità dell’anatocismo consentendo ai clienti degli istituti di credito anche il recupero delle somme indebitamente richieste dalle banche.

E’ possibile che l’impresa in crisi dalla posizione di debitore possa scoprire addirittura di essere creditore nei confronti della banca?

In base alla nostra esperienza la maggior parte delle aziende che abbiamo assistito hanno recuperato importanti somme superando la loro situazione debitoria nei confronti delle banche.

Se sei in difficoltà con le banche affrettati a far analizzare i tuoi conti correnti, soprattutto se sono stati aperti prima del 2000, perché fino al 2000 l’ anatocismo era vietato.

In seguito, a causa di nuove normative, l’anatocismo è stato consentito solo se la banca ha fatto sottoscrivere dei validi contratti o rinegoziazioni che consentono questa pratica. Quindi non escludere che anche dopo il 2000 tu possa recuperare gli interessi indebitamente pagati.

Inoltre, la durata del conto è importante perché determina quanto tempo il conto è stato soggetto alla pratica dell’anatocismo e quindi quanti sono gli interessi non dovuti da recuperare.

Ricordati che si deve trattare di conti aperti, oppure chiusi da non meno di 10 anni. Oltre i 10 anni dalla chiusura scatta la prescrizione e quindi su quel conto non si può più recuperare nulla.

Conservate sempre tutta la documentazione bancaria, i contratti, gli e/c, gli scalari e fate attenzione alle variazioni unilaterali: non devono mai essere firmate. E comunque hai il diritto di richiedere alla banca gli e/c e i documenti bancari che ti riguardano almeno quelli fino a 10 anni prima, lo stabilisce la legge.

PUNTOdACCORDO e i suoi qualificati consulenti sono pronti ad aiutarti.

RICHIEDI SUBITO UNA PRE- ANALISI GRATUITA DEI TUI CONTI CORRENTI

SIAMO A TUA DISPOSIZIONE!